Bandadriatica con King Naat Veliov e the Original Kocani Orkestar – 2006

King Nat Veliov - Kocani Orkestra - BandadriaticaIn occasione del Festival la Notte della Taranta 2006 la Bandadriatica incontra in un progetto speciale “King” Naat Veliov e la Kocani Orkestar una delle formazioni più rappresentative della musica balcanica nel mondo. Il mare adriatico incontra l’entroterra balcanico. Le bande salentine incontrano la fanfara balcanica alla ricerca di un linguaggio comune che avvicini i ritmi balcanici del “cocek” e dell’”oro” alle marce e alle tarantelle del sud Italia e alle rumbe albanesi. Naat Veliov incide anche Pizzica estam , To Ghiasemi e Lake populake nel cd Contagio.

L’organetto si spinge oltreadriatico ad incontrare prima i dirimpettai albanesi e greci virtuosi della fisarmonica ed ora più oltre fino in

L’organetto si spinge oltreadriatico ad incontrare prima i dirimpettai albanesi e greci virtuosi della fisarmonica ed ora più oltre fino in Macedonia, insinuando i ritmi e i timbri italiani tradizionali nel tessuto irregolare e sinuoso delle brass band balcaniche, già particolarmente abituate ad affrontare repertori lontani (la Kocani propone un’interpretazione originale dei brani tradizionali, ma, grazie agli arrangiamenti del suo capo orchestra Naat Veliov, introduce anche degli elementi di modernità, fino ad eseguire nei suoi concerti delle cover “tzigane” di brani di Bob Dylan e Cheb Khaled).

Le sonorità di popoli legati da sempre a doppio filo con la musica suonata per la strada o davanti al mare si mescolano dando vita ad un concerto irresistibile. Una girandola di timbri, accenti, colori, che esalta il ricco mosaico di ritmi e melodie meticce nate dalla combinazione di Oriente ed Occidente. Musica sincera, sempre un po’ alticcia, struggente e travolgente a seconda delle occasioni, ricca di ritmi pirotecnici, carica di colori e di forti contrasti, e suonata con l’intensità propria di qualunque esperienza gitana.

Sono numerose le collaborazioni che la Kocani Orkestar ha sviluppato: ha composto la colonna sonora di un documentario belga sugli tzigani mussulmani di Macedonia, ed in particolare sul fenomeno dervisci; ha partecipato alla messa in scena di Antigona di B.Brecht della compagnia Transteatro ed ha arrangiato ed eseguito tre brani di Vinicio Capossela nell’album “Live in Volvo”.

, insinuando i ritmi e i timbri italiani tradizionali nel tessuto irregolare e sinuoso delle brass band balcaniche, già particolarmente abituate ad affrontare repertori lontani (la Kocani propone un’interpretazione originale dei brani tradizionali, ma, grazie agli arrangiamenti del suo capo orchestra Naat Veliov, introduce anche degli elementi di modernità, fino ad eseguire nei suoi concerti delle cover “tzigane” di brani di Bob Dylan e Cheb Khaled).

Le sonorità di popoli legati da sempre a doppio filo con la musica suonata per la strada o davanti al mare si mescolano dando vita ad un concerto irresistibile. Una girandola di timbri, accenti, colori, che esalta il ricco mosaico di ritmi e melodie meticce nate dalla combinazione di Oriente ed Occidente. Musica sincera, sempre un po’ alticcia, struggente e travolgente a seconda delle occasioni, ricca di ritmi pirotecnici, carica di colori e di forti contrasti, e suonata con l’intensità propria di qualunque esperienza gitana.

Sono numerose le collaborazioni che la Kocani Orkestar ha sviluppato: ha composto la colonna sonora di un documentario belga sugli tzigani mussulmani di Macedonia, ed in particolare sul fenomeno dervisci; ha partecipato alla messa in scena di Antigona di B.Brecht della compagnia Transteatro ed ha arrangiato ed eseguito tre brani di Vinicio Capossela nell’album “Live in Volvo”. Ha recentemente collaborato con Paolo Rossi, Roy Paci e Luca Bassanese. A questa formazione si deve l’ultimo album ”Gypsy Folies” realizzato dalla Verlag Plane in Germania e distribuito in Italia dalla Felmay.

Di bande scalmanate le due coste adriatiche ne hanno viste a centinaia. Nelle divise malconce dei tour calabresi o nei vestiti rassettati delle feste di matrimonio, coi denti d’oro a fare pendant con lo strumento e la decorazione sul cappello. Lenti dietro i santi e di corsa di paese in paese, di festa in festa.

Bandadriatica è un omaggio ai musicisti delle nostre strade. Le strade difficili e in salita dietro alle madonne, le strade aperte in mezzo al mare con piccole barche in processione o sulle grandi navi che in una notte portano sull’altra sponda. Le strade che si aprono nuove ad ogni passaggio di mare, dove si vanno ad incontrare i suoni che si è sempre sentito riecheggiare da lontano.

Dieci musicisti percorrono e ripercorrono le strade virtuali che uniscono due mondi musicali, attraccando nei porti che si affacciano sull’adriatico, come se Venezia, Capodistria e Dubrovnik fossero le tappe obbligate per giungere più in fretta da Lecce a Tirana.
Bandadriatica è la banda del nuovo tempo, emaciata e contenta come i nostri padri che hanno percorso suonando i kilometri che ci hanno portato dove siamo e ad un tempo modernamente figlia di tutti gli ascolti che il viaggio e la strada propongono, inevitabilmente.

 

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